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Truffa via SMS, coniugi 69enni raggirati con finto bonifico

25/06/2026

Truffa via SMS, coniugi 69enni raggirati con finto bonifico

Una coppia di coniugi di 69 anni è stata truffata dopo aver ricevuto un SMS che segnalava un presunto pagamento autorizzato da 2.300 euro. L’episodio è avvenuto nella mattinata di mercoledì 17 e ha richiesto l’intervento della Polizia di Stato, chiamata dopo che la moglie, insospettita dalla dinamica, ha deciso di contattare le Forze dell’Ordine.

Il messaggio sul cellulare e la chiamata al falso servizio clienti

Secondo quanto ricostruito, il marito ha ricevuto sul proprio telefono un messaggio che lo avvisava di un pagamento apparentemente già autorizzato per un importo di 2.300 euro. Nel testo dell’SMS era indicato un numero da contattare nel caso in cui l’operazione non fosse stata disposta dal titolare.

Preoccupato per la possibile sottrazione di denaro, l’uomo ha chiamato il recapito indicato nel messaggio. Dall’altra parte ha risposto un interlocutore che si è presentato come operatore del servizio clienti, fornendo alla vittima una spiegazione studiata per rendere credibile la truffa. L’uomo è stato informato che sarebbe stato contattato dalla Polizia Postale per avviare la procedura di storno della somma.

La tecnica utilizzata rientra nelle truffe telefoniche e digitali costruite sulla pressione emotiva: si crea un allarme improvviso, si spinge la vittima ad agire rapidamente e si inserisce nella conversazione una falsa figura autorevole per ottenere fiducia.

La videochiamata del sedicente ispettore della Polizia Postale

Poco dopo la prima telefonata, il sessantanovenne ha ricevuto una videochiamata da un soggetto che si è qualificato come ispettore della Polizia Postale. L’uomo, però, non ha mai mostrato il volto durante il contatto, mantenendo nascosta la propria identità mentre impartiva istruzioni alla vittima.

Il falso poliziotto ha chiesto al coniuge di mostrare le carte di pagamento in suo possesso e successivamente lo ha invitato a effettuare un bonifico istantaneo, sostenendo che l’operazione fosse necessaria per annullare il presunto pagamento contestato. Convinto dalla ricostruzione ricevuta e dalla falsa qualifica dell’interlocutore, l’uomo ha eseguito quanto richiesto.

Il truffatore ha poi assicurato che nel giro di pochi minuti sarebbe arrivata la conferma dello storno. La notifica, però, non è mai arrivata. Proprio l’assenza di riscontri ha fatto crescere i sospetti della moglie, che ha scelto di rivolgersi immediatamente alle Forze dell’Ordine.

L’avviso della Polizia: mai eseguire bonifici su richiesta telefonica

La Polizia di Stato ha rinnovato l’invito alla massima prudenza davanti a messaggi, telefonate o videochiamate che richiedano dati personali, codici bancari, immagini di carte di pagamento o trasferimenti di denaro. Nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiede somme, beni di valore o operazioni bancarie per telefono, tramite messaggio o durante contatti a distanza.

In presenza di comunicazioni sospette, la raccomandazione è interrompere il contatto, non seguire le istruzioni ricevute e verificare la situazione attraverso canali ufficiali. In caso di dubbio, è opportuno chiamare il Numero Unico di Emergenza 112 o rivolgersi direttamente agli uffici di Polizia.

La vicenda conferma la capacità dei truffatori di costruire scenari apparentemente credibili, utilizzando nomi di uffici pubblici, linguaggio tecnico e richieste urgenti. Proprio per questo la rapidità nel chiedere aiuto può fare la differenza, soprattutto quando la comunicazione ricevuta riguarda pagamenti non riconosciuti o presunti problemi bancari.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.