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Autoriparazione, CNA lancia l’allarme: il lavoro c’è, mancano i tecnici

27/05/2026

Autoriparazione, CNA lancia l’allarme: il lavoro c’è, mancano i tecnici

In Italia le officine hanno lavoro, ma faticano a trovare personale qualificato. È il paradosso denunciato da Francesco Circosta, presidente di CNA Meccatronici, in un’intervista all’HuffPost: il parco auto nazionale conta oltre 41 milioni di veicoli, con un’età media superiore ai 13 anni e una quota rilevante di mezzi che supera i 19 anni. Una condizione che alimenta una domanda costante di manutenzioni, revisioni e interventi tecnici, stimati in circa 16 milioni ogni anno.

Un settore da 31 miliardi frenato dalla carenza di addetti

L’aftermarket automotive, che comprende ricambi, assistenza e riparazione, rappresenta un comparto di peso nell’economia italiana. Il settore vale oltre 31 miliardi di euro di valore aggiunto, occupa circa 407.000 addetti e contribuisce per l’1,6% all’economia nazionale. Numeri che descrivono una filiera solida, radicata nei territori e centrale per la mobilità quotidiana di milioni di cittadini.

Proprio dentro questa fase di domanda sostenuta emerge però la criticità più forte: due imprese su tre dichiarano di non riuscire a reperire le figure professionali necessarie, mentre più di un terzo segnala conseguenze dirette sulla capacità di crescita. Non mancano quindi le commesse, né le auto da riparare. A mancare sono tecnici, competenze aggiornate e nuove leve pronte a entrare in officina.

L’auto cambia, servono competenze digitali e meccatroniche

La difficoltà non nasce da una crisi del mercato. Al contrario, l’invecchiamento del parco circolante continuerà a garantire lavoro ancora per diversi anni. Anche la transizione verso l’elettrico, almeno nel breve periodo, non viene percepita come una minaccia immediata dalla maggior parte delle imprese, che opera ancora soprattutto su motori tradizionali.

Il nodo riguarda piuttosto la trasformazione del mestiere. Il profilo del meccanico tradizionale non basta più. Le aziende cercano meccatronici, tecnici capaci di lavorare con controlli numerici, professionisti dell’elettronica e del software, analisti dei dati, saldatori e tornitori. La manutenzione dell’automobile richiede oggi diagnostica digitale, conoscenza dei sistemi elettronici avanzati, competenze sui dispositivi ADAS e capacità di aggiornarsi con continuità.

Giovani lontani dai percorsi tecnici

Uno degli ostacoli principali è la scarsa attrattività delle professioni tecniche per le nuove generazioni. Pesa ancora una percezione culturale che considera istituti professionali e percorsi tecnici meno prestigiosi rispetto a licei e università, nonostante offrano competenze molto richieste dal mercato. Il risultato è un divario crescente tra ciò che le imprese cercano e le scelte formative dei ragazzi.

A incidere sono anche le retribuzioni, che pur non risultando particolarmente basse in valore assoluto possono apparire meno competitive rispetto ad altre opportunità disponibili. Per molti giovani, l’officina continua a essere associata a un’immagine superata del lavoro manuale, mentre la realtà del settore è ormai fatta di tecnologia, elettronica, software e responsabilità tecniche elevate.

La situazione descritta da CNA Meccatronici mostra un comparto intrappolato in un circolo difficile: la mancanza di personale limita la crescita delle imprese, mentre la difficoltà a investire in formazione rallenta la possibilità di colmare il divario. Per uscire da questa impasse servono un collegamento più stretto tra scuola e azienda, una valorizzazione concreta dei percorsi professionali e strumenti di sostegno alle PMI che vogliono formare nuove figure. La sfida, per l’autoriparazione italiana, è trasformare una domanda di lavoro già presente in occupazione qualificata e stabile.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.